Descrizione
La Chiesa Madre V. A. fu ricostruita a partire dal 1699 e completata in larga parte nel 1712, come ci ricorda l’epigrafe posta in facciata nell’anno 1719.
Il prospetto è caratterizzato da due ordini sovrapposti: quello inferiore è delimitato da due colonne che si innestano su alti piedistalli, tra le quali si aprono tre nicchie con le statue di S. Pietro, S. Paolo e S. Giovanni Elemosiniere, poggiante su un ricco portale barocco. L’ordine superiore è coronato da un’elegante balaustra e scandito da lesene. L’interno a croce latina conserva alcune tele di grande pregio, espressione del Barocco leccese; in particolare si annoverano le opere di Oronzo Tiso e Giovanni Andrea coppola.
Tra le tele del Tiso spicca quella intitolata “Fornace di Babilonia”, lunga più di 5 metri, collocata sulla controfacciata.