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Palazzi

Palazzo D'Aquino

Il palazzo venne eretto all'inizio del XVI sec. dal duca napoletano Antonio D'Aquino sulle vestigia di un castrum precedente. Non a caso il palazzo è conosciuto dai Casaranesi con l'appellativo di casteddhru 'castello'. Il maestoso edificio sarebbe dovuto essere uno dei palazzi più grandi e sontuosi del Salento.

Alla grande sala del palazzo sarebbe, ad esempio, dovuto corrispondere, all'esterno, un immenso balcone, le cui 53 mensole - ognuna delle quali adornata con una diversa maschera terrificante - sono visibili a tutt'oggi. Il palazzo però non venne mai completato per via del ritorno dei D'Aquino a Napoli sul finire del 1700. All'interno dell'edificio si può ammirare, ancora intatta, la cappella di Sant'Anna, ubicata al primo piano.

Tratto da Living Casarano

Palazzo D'Elia

Di origine cinquecentesca, Palazzo D'Elia è uno dei monumenti più rappresentativi della città. La facciata è divisa in due parti da una balaustra che corre lungo tutto il fronte. La linearità della balaustra è spezzata da un balcone sorretto da mensole decorate con putti e statuine.

Sul portale campeggia lo stemma della famiglia, che raffigura il profeta Elia su di un carro che attraversa le fiamme. Colti e raffinati, i D'Elia ebbero il merito di introdurre nella città le idee innovatrici provenienti dall'Illuminismo napoletano. Prova di ciò era la presenza nel Palazzo di una ricchissima biblioteca, curata dal biblioteconomo Giovanbattista Lezzi. Il Palazzo disponeva di un frantoio padronale e di una piccola ma elegante cappella, dove gli esponenti della famiglia D'Elia assistevano alle funzioni religiose.

Tratto da Living Casarano

Palazzo de Judicibus

Con la sua sobria armonia, Palazzo De Judicibus arricchisce ulteriormente Piazzetta D'Elia, donandole un aspetto suggestivo ed accattivante. Il Palazzo contribuisce a creare quel caratteristico gioco architettonico di quinte stradali, riequilibrando l'asimmetria della piazza. Di origini secentesche, il Palazzo ha subìto diversi rifacimenti nel corso dei secoli. Il suo attuale aspetto è dovuto a successivi interventi databili al sec. XVIII.

I due finestroni a cuore che si aprono sulla parte superiore della facciata conferiscono spaziosità ad un prospetto che sarebbe altrimenti compresso e mortificato dagli edifici circostanti. Il portale barocco è impreziosito da ampie volute e dal loggione balaustrato che lo sovrasta. Ricco di fascino anche il giardino in stile "all'italiana" presente all'interno del Palazzo e impreziosito da palme secolari.

Tratto da Living Casarano

Palazzo dei Domenicani (Palazzo Comunale)

Il palazzo risale al 1619 e venne edificato per volontà di Lucrezia Filomarino principessa di Casarano; in origine fu un convento del potente Ordine dei Domenicani. Nel 1652 papa Innocenzo IX, per arginare la minacciosa espansione di alcuni ordini monastici, soppresse tra molti conventi anche quello di Casarano, ma già nel 1654 quest'ultimo fu restaurato. Il Comune di Casarano riuscì ad acquistare l'edificio solo nel 1904. Oggi è sede del municipio.

Il progetto dello stabile si ricollega allo stile tardo cinquecentesco.

Il portale d'ingresso è evidenziato da due lesene che si collegano al balcone della finestra centrale, al di sopra del portale campeggia, scolpito nella pietra, lo stemma cittadino.

Di particolare bellezza è il chiostro interno, quadrato, proporzionale e simmetrico, attorno a cui si rincorrono le volte a spigolo esaltate dalla nuda bellezza del carparo.

Tratto da Living Casarano

Palazzo Astore

Costruito dalla prestigiosa famiglia Astore, proveniente da Scorrano, il palazzo reca sulla colonna gentilizia la data 1770. Fu dimora del più noto rampollo del casato, l'intellettuale illuminista Francesco Antonio Astore (1742-1799), il quale però visse per lo più a Napoli, dove partecipò ai moti rivoluzionari del 1799.

L'elemento più caratteristico dell'edificio è il bugnato che incornicia le finestre ed il portale, che fa pensare ad un tentativo di emulazione del palazzo cinquecentesco dello Spirito Santo di Lecce. Il palazzo, che oggi versa in condizioni di degrado, fu in passato anche sede del primo cinema della città.

Tratto da Living Casarano

Palazzo Capozza

Il Palazzo fu costruito in due tappe differenti: parte nel 1880 e parte nel 1913. Di chiaro stile liberty, l'edificio è strutturato in tre ordini decorati da bassorilievi in pietra leccese e ben armonizzati fra di loro.

Il lato minore delimita una piazzetta su cui si apre la stupenda e ariosa loggia, definita da una balaustra finemente decorata, anch'essa in pietra leccese. Superbi sono gli interni e gli accessori, rigorosamente in stile liberty, e tutti appositamente costruiti su misura dai migliori artgiani. Di notevole importanza i pavimenti a mosaico realizzati dai Peluso e le stupende tempere dei soffitti e delle pareti, opera del celebre decoratore Agesilao Flora. Fra i palazzi coevi del luogo, probabilmente fu il primo ad essere dotato del riscaldamento centralizzato ad aria calda, lavanderie con depositi d'acqua e altre "tecnologie" degne dell'estroso capostipite Capozza.

Tratto da Living Casarano

Castello Pio

Nonostante la sua parvenza 'medievale', il Castello Pio è un palazzo più o meno recente (edificato agli inizi del XX sec. per volontà dell' avvocato Alfonso Pio) secondo i canoni dello stile neo gotico. Le stesse "mura" altro non sono che semplici muri di recinzione di modeste dimensioni e sormontati da merlature.

Ad ogni modo si tratta di uno dei palazzi più suggestivi della Città ed il mistero attorno all'edificio è arricchito dalla storia personale dell'avocato Pio. Si dice che una donna del posto, dopo essere stata mandata in carcere per aver raccolto uno stelo di glicine dal giardino, abbia maledetto il proprietario augurandogli di perdere la cosa più cara che avesse. Di lì a poco morì tragicamente il figlio dell'avvocato Pio, ritratto nella statua ancora oggi presente all'ingresso del castello.

Tratto da Living Casarano

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